Bollicine Idea

Questa mattina, durante un incontro dove si parlava di futuri progetti e nuove idee, mi sono ricordata di respirare, di concentrarmi sul respiro e di smettere di pensare. E poco dopo è emersa una idea, e poi un’altra, e un’altra ancora. Alcune un po’ strampalate, altre un po’ più a fuoco, altre meritevoli di essere prese in considerazione.

E mi è apparsa l’immagine di una bollicina. Perché un’idea, a ben pensarci, è come una piccola bollicina d’aria in un bicchiere di acqua effervescente. Si forma nel fondo, non si sa come,
sembra quasi un evento magico. Nasce e comincia a salire per arrivare in superficie cosi da aprirsi e rilasciare nell’aria il suo carico di novità e freschezza.
Nel suo tragitto verso l’alto incontra altre bollicine come lei, le osserva e continua la sua salita felice e piena di speranza.

Ma se la superficie è ricoperta di di tante bolle grandi e piccole, che se ne stanno lì, immobili ad occupare tutto lo spazio, la bollicina non riesce a trovare il modo per salire. Può provare, spingere un po’, cercare un pertugio ma tutto lo spazio è ostruito dalle grandi bolle. E allora lei si spegne, senza poter portare il suo piccolo grande regalo al mondo.

Le idee sono come la nostra bollicina. Si formano dentro di noi, non sappiamo come, un piccolo lampo, un collegamento tra sinapsi e iniziano la loro corsa verso il nostro stato di coscienza.
Salgono, contente e felici di poter contribuire al risolvere un problema, a trovare la soluzione ad un dilemma, a proporre una nuova via. Ma se trovano una mente piena, occupata da pensieri, dalle preoccupazioni per le cose da fare domani, dagli sviaggi su quello che ci ha detto il collega ieri o dall’ansia che ci sta salendo per quel colloquio che dovremo fare la settimana prossima, le idee rimarranno bloccate e, come la nostra bollicina, svaniranno all’interno della nostra mente senza che noi ne abbiamo contezza. E quindi addio alla possibile nuova soluzione, alla nuova via e il problema che non ci fa dormire da giorni ce lo teniamo così com’è.

È per questo che dobbiamo coltivare una mente dove le bolle non ristagnano sulla superficie per giorni, dove arrivano e vanno e c’e un bel vento ascensionale che le porta in superficie e le fa scoppiare, portando alla nostra coscienza idee grandi e piccole, anche piccolissime ma che molte volte si rivelano le più preziose.

Noi siamo mai bloccati in un problema, dobbiamo solo far emergere le nostre idee, anche quelle stravaganti e inusuali, che ci permettono di alimentare altre idee e trovare soluzioni. Basta solo respirare e allenarci a creare uno spazio nella nostra mente dove si possano formare e arrivare fino a noi. Non è essere creativi, è solo un esercizio che possiamo fare tutti e che ci permette di accedere alla parte più libera e creativa del nostro essere, il vero noi.

E ricordarci della nostra piccola bollicina che sta cercando di salire.