Essere a proprio agio

Essere a proprio agio è un’espressione che mi è sempre piaciuta ma solo da poco tempo ho iniziato a riflettere sul suo vero significato. Essere a proprio agio vuol dire stare comodi, sentirsi liberi di esprimersi, dire e fare quello che ci viene in mente, senza filtri. E questo è legato all’assenza di giudizio, né quello della nostra mente che è sopratutto preventivo – è meglio che non dica questa cosa perché chissà cosa penseranno – non lo faccio perché poi faccio brutta figura – né quello che percepiamo o che ci arriva dagli altri. 

Ci sono situazioni o luoghi in cui ci sentiamo a nostro agio, insieme agli amici di sempre, nel bar sotto casa o a casa nostra.

Ieri sera sono stata in uno dei posti dove mi sento più a mio agio. È il mio luogo del cuore, lo spiaggia dove sono nata e cresciuta, dove ho vissuto la mia infanzia felice, la mia adolescenza irrequieta, dove mi sono innamorata e poi disperata, mi sono arrabbiata e stata davvero felice. Da dove sono sempre partita e poi, sempre, tornata. Conosco ogni angolo, ogni anfratto. Lì ci sono le mie origini, le mie radici, lì è il posto dove un giorno vorrei sposarmi e dove voglio che siano sparse le mie ceneri.
È un luogo aperto, di incontri di ogni tipo, con gente che arriva e va, che può stare lì cinque minuti o anni. E in questo luogo, io mi sento a mio agio, comoda nel mio essere me, con le mie luci e le mie ombre, forte di sapere da dove vengo e chi sono. Perché quando ti senti a tuo agio riesci ad esprimere la luce unica che hai dentro, quello che io chiamo i personali superpoteri che ciascuno di noi possiede. Beh, io mi sento che in quel luogo riesco ad utilizzarli, ad entrare in contatto vero con le persone, a dare un senso.

Altra cosa è vivere a proprio agio. È l’augurio che, ogni mattina, faccio a me stessa e a tutte le creature di questo mondo. Riuscire a vivere in ogni luogo e in ogni situazione come io mi sento nella mia spiaggia, senza sentirsi giudicati né da se stessi e dagli altri, liberi di esprimere l’essere meraviglioso che siamo nella sua complessità, riuscendo a trovare un senso attraverso l’uso dei nostri superpoteri per poi farne dono agli altri.

Ps. Ho scelto una foto di quando non ero ancora nata, perché lo spirito che si respira lí non ha tempo, vive sospeso in un mondo di mezzo.