Cane Maestro Zen

Il mio cane è un perfetto esempio di come essere mindful.

Non ha fatto corsi, nè ha mai praticato meditazione o yoga. È nato così, con la mindfullness inside.

È un maestro zen.

Occore dire che si chiama Joy e nome omen.

Il nome ci è venuto in mente appena lo abbiamo visto. È un portatore sano di gioia. Lo si capisce da come ti guarda, da come cammina trotterellando, dal sorriso (si, i cani sorridono) che ha sempre.

E la gioia è quello stato mentale a cui tutti dovremmo ambire.

La felicità, cosi tanto invocata e ricercata, è un momento ed è fuggevole; dipende da eventi esterni: uno sguardo d’amore e complicità con il tuo compagno, una serata a ridere con gli amici, una leccata sul naso da tuo cane.

La gioia no, nasce dentro di noi. È quel sentimento che è in noi, non dipende da eventi esterni e non ci lascia mai. È un modo di vivere; uno stato in luogo. Per questo diciamo la gioia di vivere o la gioia di state nella natura. A questo dovremmo ambire: a vivere con gioia.

Quando gli abbiamo dato il nome, non pensavamo a questo ma, ora, a distanza di tempo, penso proprio che Joy sia la rappresentazioe nperfetta della gioia.

Ma veniamo al fatto perché il mio cane è mindfullness.

Secondo Jon Kabat-Zinn, padre della mindfullness, ci sono delle qualità che una persona dovrebbe coltivare per vivere nella consapevolezza. Non qualità che deve imporsi ma crescere come piantine appena germogliate.

La prima è la pazienza.

Joy non ha mai fretta; vive in pace. Lui aspetta. Aspetta quando vai al lavoro, quando parli al telefono con le amiche o quando fai yoga o meditazione. Si mette lungo, ti guarda e attende con pazienza che tu vada da lui per giocare insieme.

La seconda qualità è ‘quello che c’è’ o vivere il momento presente.

E lui è il campione di questo. Joy è sempre nel presente, non ha ansie da futuro o paure dal passato. Quando andiamo a fare una passeggiata, lui è lì con me, annusa ogni foglia, ogni sasso che incontra. Rincorre i grilli e cerca di acchiappare le farfalle. Corre e si diverte vivendo il momento, le sensazioni del proprio corpo e dell’ambiente che lo circonda. Lui vive quello che c’è. E quando ha voglia di giocare o uscire e tu non puoi, insiste per un po’ e poi capisce e si adatta.

Il non giudizio è la terza qualità da coltivare.

E anche qui Joy è super forte. Non giudica mai, non fa paragoni. Se un giorno non lo porto a fare la passeggiata, quando torno mi accoglie sempre con gioia, scodinzolando. E quando incontra altri cani, non parte mai prevenuto. Li vuole conoscere tutti, si avvicina, li annusa, fa dei segnali calmanti e di gioco e poi valuta in base alla risposta dell’altro cane. Lo sa benissimo che ci sono cani che vogliono giocare, altri che non lo sanno proprio fare e altri ancora che si prendono troppo sul serio e sono un po’ antipatici. Se il cane vuole giocare, bene, ci si diverte insieme. Se invece risponde male, fa un balzo indietro e si allontana.
Il giudizio non è mai pre-giudizio ma arriva sempre dopo la conoscenza.

E poi c’è la fiducia, quella convinzione che lo cose andranno al loro posto.

Riguarda la sicurezza e l’equilibrio di sapere che la vita lavorerà al tuo fianco. E Joy con questa qualità ci è nato. Ha il suo centro, è bilanciato. Ovunque tu lo porti, lui viene, con fiducia. Senza paura. Ogni situazione lui la vive con tranquillità. L’ho portato in seggiovia, nelle mie braccia, con il vuoto sotto ai nostri piedi. Non sapeva cosa fosse quella sedia volante, cosa stava succedendo, quando avremmo di nuovo toccato terra; ma era fiducioso, di me, della situazione. Stava calmo e tranquillo solo come un essere centrato sa essere.

L’ultima qualità è la generosità e qui dobbiamo ancora lavorare.

Con se stesso è compassionevole, cosi come con gli altri cani e persone. Ha sempre un sorriso e una zampa per tutti. Ma quando arriviamo alle crocchette, beh, su questo c’è della strada da fare. Non le vuole dividere con nessuno, nemmeno con la sua amata sorellina.

Ma voi mi direte ‘beh, facile per lui. La sua corteccia celebrale é molto meno sviluppata di quella di noi essere umani. Meno attiva e proliferante’

Giusto, giustissimo. Ma proprio per questo Joy ci invita a riflettere.

La nostra corteccia celebrale ha aiutato noi umani a evolverci, espanderci, fare cose grandiose, ma ora ci sta prendendo la mano.
Non ci permette di vivere con gioia la vita e ci rende frustrati e infelici.

Un po’ come gli antibiotici: ci hanno aiutato e ci aiutano a guarire e vivere, ma se ne abusiamo diventiamo deboli e ci ammaliamo più spesso.

Prendiamo spunto dai nostri cani, da come vivono.

Dalla gioia e felicità che esprimono ogni volta che torniamo a casa, dal loro non giudicarci. A loro non importa chi siamo, buoni o cattivi; ci amano incondizionatamente.

Hanno fiducia in noi e ci aspettano sempre, con pazienza. Sono sempre al nostro fianco, pronti a consolarci e tirarci su quando siamo tristi o depressi.

Voglio imparare ogni giorno da Joy ad essere mindful, pienamente consapevole e vivere con la gioia nel cuore e in pace.

Lo auguro anche a tutti voi.

Joy the superboy e tutti i nostri amici pelosi sono lì a ricordarcelo.