La regola del 100%

La regola del 100% (o “100% rule”, che detta in inglese infighisce tanto) l’ho sempre avuta in testa. Non so quando l’ho pensata per la prima volta; non riesco a ricordarmi un giorno, un anno preciso. Ma è con me da sempre. La regola del 100% stabilisce che ciascuno di noi nasce con un tot di qualità (o superpoteri), la cui somma fa sempre 100%. Un mix di qualità che ci rendono unici a questo mondo e che rappresentano il nostro tesoro più grande.

Cerco di spiegarmi con un paio di esempi: se una persona è molto dotata dal punto di vista analitico/matematico (che impropriamente chiamiamo “intelligenza” ) ed è anche una persona organizzata, probabilmente avrà meno in un’altra qualità, che so, la puntualità o la capacità di ascolto. Se invece una persona sa prendersi cura degli altri ed ha anche sense of humor, magari ha meno capacità di astrazione e di creazione. E così via.

Tutti abbiamo il 100%. È nel nostro DNA, ci viene donato quando nasciamo perché la natura è per le pari opportunità.

Questo non è limitante, anzi. Ci rende liberi e uguali nelle nostre diversità.

Ho, nel corso del tempo, sviluppato quattro enunciati che derivano dalla regola del 100% e che ho cercato di applicare durante la mia vita:

  1. Non mi sento superiore o inferiore a nessuno. Non mi vergogno di fare domande su cose che non so, e se faccio una brutta figura su un tema su cui non mi destreggio bene, non ne faccio una questione di vita o di morte.
    Perché so che se una persona è molto talentosa in un certo ambito, anche per lui vige la regola del 100%. Per cui, questo suo talento sarà bilanciato da altre doti meno “preponderanti”. E questo non mi fa sentire inferiore come persona; penso solo che lui (o lei) è più abile di me in quella certa area e che io avrò altre qualità che lui non ha o le ha meno sviluppate. Lo stesso vale se incontro una persona che non è dotata in un certo campo. Sono sicura che in altri ambiti sarà sicuramente più brava di me.
  2. Non abbiamo solo un superpotere o un talento. Ne abbiamo tanti che possiamo utilizzare in aree differenti e in tempi diversi della nostra vita. Ed è per questo che non abbiamo una vita, ma tante vite possibili.
    Dobbiamo solo attivare e utilizzare talenti diversi per fare quello che desideriamo fare.
    Io ne sono un esempio: ho fatto cose diversissime nella mia vita e tutte le ho fatte con passione, mi sono sempre divertita e arricchita. Poi sono passate ad altro. Mi hanno detto tante volte “eh, ma tu si che lo puoi fare perché … (qui mettete una caratteristica a caso – coraggiosa, entusiasta, intraprendente, brava a comunicare, etc). Non è così! Tutti possiamo attingere ai diversi talenti che abbiamo a disposizione affinché possiamo sentirci realizzati ma dobbiamo abbandonare vecchi schemi consolidati e pensare che non abbiamo solo una qualità, ma tante e diverse tra loro che ci permettono di fare cose che mai pensavamo di fare. Abbiamo tutti il nostro personale 100%, composto da tanti superpoteri.
  3. Non esistono graduatorie tra le persone e nei superpoteri. Tutti i talenti sono importanti allo stesso modo e sono utili per fare cose diverse ma belle allo stesso tempo. Non ho mai pensato che ci siano differenze di valore tra fare il muratore, la parrucchiera, la cameriera o l’ingegnere e il medico. Molte volte un ingegnere non potrebbe mai fare la parrucchiera o un medico, la cameriera.
    Ma non perché non ha le conoscenze o non lo vuole fare ma perché gli mancano i talenti per farlo. E si può essere realizzati con ognuna di queste attività. Perché essere realizzato (e felice) è utilizzare a pieno i propri superpoteri, il proprio personalissimo 100%. Ed è questo il vero successo. Non ne esistono altri.
  4. Mi fido del 100% degli altri. Cerco di circondarmi di persone con un 100% diverso dal mio, con talenti differenti e ho fiducia di loro. Mi ‘abbandono’ al loro istinto perché so che su certe aree sono più bravi di me. Non credo di sapere tutto o di capire tutto e mi affido a chi ha i superpoteri ‘giusti’.

E alla fine, voi mi direte: “ma ci sono alcune persone che hanno il 120% e altre l’80%. Io le ho conosciute!”. E qui vi sbagliate, anche se non completamente.

Esistono delle eccezioni, è vero. Ho conosciuto anch’io io persone che sanno fare tutto benissimo, in ogni campo. Ovunque si cimentino, sono fortissimi. O altre che hanno difficoltà. Ma sono mosche bianche, rarissime.

Il più delle volte, quando conosciamo una persona che pensiamo abbia il 120%, non è così.
È solo una persona che sa utilizzare i suoi talenti migliori e coltivare quelli in cui non è molto dotata. Sa sfruttarli al meglio. E si circonda di persone che la completano.

Oppure le persone che pensiamo ne abbiamo meno, sono quelle che non riescono a valorizzare i loro superpoteri perché si intestardiscono a fare cose per cui non sono molto dotate e a tralasciare attività dove, invece, possono utilizzare a pieno il proprio talento.

La regola del 100% sarà anche una invenzione di una ragazzina piena di fantasia, ma, devo confessare, mi ha aiutato nella vita. A non sentirmi né inferiore, né superiore agli altri; a pensarmi come tante e non come una sola, a fidarmi del talento degli altri e a non svalutare mai nessun lavoro, nessuna attività, purché fatta con passione e impegno utilizzando ciò che c’è di buono in noi.

E questo per me non è poco.