Open the door

Ieri sera L. scherzava con la mia tendenza a usare inglesismi per ogni cosa.

Elencava tutte le parole che avevo detto durante la serata: mindfulness, faithfulness, design thinking, lockness, your life sorry, thinking your life, the pen is on the table, open the door, close the window e tutte noi ridevamo di gusto.

Ad un tratto si è bloccata, facendosi seria e dicendo “prima di tutto c’è open the door”, all’inizio c’è solo ‘open the door”.

E la bollicina si è staccata dal fondo ed ha iniziato a salire veloce veloce.

OPEN THE DOOR
Prima di tutto c’è open the door
OPEN THE DOOR
First of all, open the door

Parole potenti che racchiudono una grande verità.

Non c’è niente di più profondo della leggerezza.

Perché posso anche leggere tutti i libri sulla mindfullness , studiare, frequentare corsi, meditare, parlare e parlarmi addosso ma se non apro la porta, tutte queste cose non valgono assolutamente nulla.

La prima cosa vera da fare è aprire la porta.

Aprire la porta alle mie stanze buie, quelle che tengo chiuse per non affrontare le mie paure, insicurezze e bassezze. Quelle che preferisco non vedere perché sono imperfette, diverse dalla mia idea di me.
Voglio farli entrare tutti le
mie me, quelli scomode e brutte di cui mi vergogno e che tengo segregate. L’insicura, la saccente, la paurosa, l’opportunista, la
vigliacca, la stronza, la pigra.
Voglio invitarle tutte a prendere un aperitivo, guardarle negli occhi e farci quattro chiacchiere . E capire che non sono così poi tanto male, che senza loro non sarei quella che sono ora, perfetta nella mia imperfezione.

Voglio aprire la porta e far entrare il vento che mi viene da dentro, il vento che che parla di me, di quello che sono, dei miei sogni, aspirazioni, della mia energia. Questo vento è il mio superpotere, la mia luce, unica e splendente.

Vogli aprire la porta al mondo, alla vita così come è. Smettere di volere una vita perfetta, una mente perfetta, piena di cose, pensieri e vestiti inutili e tristi. Voglio far entrare la pioggia, il sole, la grandine, il vento e le nuvole. Se non entra la pioggia, non può entrare nemmeno il sole, le nuvole e il cielo blu.

E quindi spalancherò le porte a tutto quello che c’è e che verrà, senza pensare allo scompiglio che porterà. Voglio il vento tra i capelli, i vestiti acciaccati e i piedi nudi. Perché poi la vita entra comunque, si intrufola dagli spifferi senza il nostro permesso e scompagina tutto, che noi lo vogliamo o no. Non voglio passare la vita a cercare di mettere in ordine ciò che non ha ordine, vivere una vita non mia, sentendomi infelice e triste.

Voglio tenere le porte aperte del mio cuore per far uscire tutto il bene che ho dentro e fare entrare l’incontro, la condivisione e l’amore.

Mi auguro di avere la forza e il coraggio di tenere la mia porta sempre ben aperta, di essere pronta ad accogliere il vento della vita, accettare quello che non può essere cambiato e affrontare con consapevolezza tutto quello che verrà. E mo auguro di ricordarmi di prendermi cura di me.

E in questo tempo, lo stesso augurio lo faccio a tutti. Che possiamo sempre ricordarci di tenere la porta aperta alla vita e al nostro cuore. Solo così potremmo vivere insieme, in pace e consapevolezza. .

Grazie Lella per aver racchiuso tutto questo in una semplice meravigliosa frase.