Un sasso...e molto altro

Un sasso è un sasso. Anche. Alcune volte è anche molto di più, come in questo caso.
Questo sasso è un inizio. L’inizio di un viaggio verso la consapevolezza del mondo che c’è, così come è. Della scoperta del mondo dentro e fuori di me. Perché guardarsi dentro non preclude, anzi, invita a volgere lo sguardo fuori, all’esterno, al futuro.

Alle volte abbiamo necessità di dare tangibilità a dei passaggi, agli inizi o anche alle fini. E questo sasso rende tangibile l’inizio di un cammino, che non avrà una fine, ma solo un inizio.

Ho letto qualche giorno fa che ci sono due tipi di giochi: quelli finiti e quelli infiniti. I primi hanno lo scopo di avere un vincitore e hanno regole definite e confini. I giochi infiniti, invece, hanno il solo fine di giocare, con regole e confini che si adattano nel tempo al solo scopo di continuare il gioco. E ci sono persone che amano giocare a giochi finiti e altri che riescono a giocare ai giochi infiniti. Nei primi l’aspetto principale è il controllo e la performance, nei secondi è il piacere di giocare, di essere sorpresi da quello che c’è e di provare sempre ad espandere i propri confini.

Beh, io voglio giocare al gioco della vita come ad un gioco infinito, senza regole prestabilite, per il solo piacere di giocare. Un infinito gioco alla scoperta di sé e degli altri e delle infinite possibilità che il mondo ci riserva. E questo sasso serve a ricordarmi questo.

Ringrazio Eleonora Scarpellini per questo dono prezioso. Per avermi accompagnato in questo nuovo inizio e per avermi insegnato che non c’è necessità di spiegare ma bensì di sentire e amare.